Scegliere il font di un testo è parte integrante del processo creativo

Sono lontani i tempi in cui il Comic Sans era un font rivoluzionario. Per fortuna. Oggi ne abbiamo talmente tanti che non esiste grafico che li conosca tutti, anche se ognuno di loro ha i suoi font del cuore.

La fase della ricerca del font che sia più adatto possibile a obiettivo e messaggio del progetto è estremamente importante (ma anche estremamente sottovalutata dai clienti). Ci vuole occhio grafico che purtroppo in molti non hanno ma che pretendono di avere.

Quando dobbiamo realizzare un sito web, ad esempio, nella ricerca di un tema WordPress la nostra Deb dà uno sguardo anche al font previsto da quel tema. Le differenze di stile sono definite anche da questi font, non solo dai colori e dalla struttura del tema ed è questo uno dei parametri che la porta a scegliere un tema piuttosto che un altro.

Allo stesso modo il font deve essere coerente con le sensazioni che il progetto vogliamo esprima. Un rotondeggiante Ubuntu trasmette sicurezza e familiarità, non a caso lo abbiamo usato per realizzare il sito di Alberto Pierucci, nostro cliente che si occupa di Consulenza e Assistenza alla persona il cui obiettivo era, appunto, trasmettere fiducia.

Il primo contenuto del sito di Alberto Pierucci

Sono due gli aspetti chiave che consideriamo nella scelta di un font e vogliamo parlarne in questo articolo. Attenzione: non lo abbiamo scritto per farvi diventare esperti di font, consigliamo di continuare a farli scegliere da chi lo fa per mestiere, ma almeno potrete capire perchè il grafico ha fatto una scelta piuttosto che un’altra.

La leggibilità del font

Ci sono certi font che sono chiaramente illeggibili – e ci arriverebbe anche un nostalgic del Comic Sans – altri invece che sembrano eleganti e originali ma poi sullo schermo, applicati ad un intero testo, fanno una confusione incredibile. La leggibilità di un carattere è un parametro essenziale nella scelta di un font perchè ricordiamoci che la gente online:

  • non ha voglia di leggere
  • non ha tempo da perdere
  • scappa di fronte ai papiri di testo

Se poi offriamo loro anche un testo che ha più grazie che lettere leggibili, l’abbandono è assicurato!

Questo è il problema ad esempio dei font calligrafici: bellissimi se presi sulla singola frase, impossibili da utilizzare su una pagina intera. Eppure, un compromesso c’è: usare questi font per i titoli. In questo modo attrai l’attenzione dell’utente, che nota un font bello da vedere e da leggere, ma non si stanca, se subito dopo ce n’è uno più lineare, pulito eppure elegante.

Ad esempio, nel sito di Satiali Gioielli, di cui la nostra Mary ha curato i contenuti e la nostra Deb ha suggerito i font, succede che un calligrafico Hearth Stone si alterna ad un più pulito Ubuntu per i sottotitoli e a un elegante Lora per i paragrafi. Ben 3 font!

Il primo contenuto della homepage di Satiali.com

Divisione del testo in base al font

Il font deve servire anche come mappa per strutturare correttamente tutto il testo di una pagina, di una grafica social o di una infografica. La leggibilità di un testo è quell’insieme nel complesso che definisce la semplicità per un utente di arrivare a leggerlo tutto.

Qui se vogliamo sforiamo nella scrittura cosiddetta SEO oriented, rivolta cioè al posizionamento sui motori di ricerca. Se scrivi in modo adeguato per il canale di trasmissione, cioè il web, gli utenti leggeranno il testo quindi acquisterai punti da Google (perchè attrai clic e aumenta il tempo di visita sulle singole pagine). Il font contribuisce in modo importante a questa leggibilità.

In generale quando la nostra Mary scrive i testi per un sito web, ad esempio, si immedesima nell’utente che dovrà leggerli, ecco perchè sono:

  • ricchi di titoli e sottotitoli
  • allineati a sinistra
  • divisi in diversi paragrafi

Non si tratta di gusto personale, ma di oggettiva incapacità di lettura: se non è scritto in questo modo, un testo per il web non viene letto. Il font deve quindi essere scelto con la massima attenzione perchè tutto lo sforzo di divisione strutturale di un testo non serve a niente se è pieno di ghirigori che nemmeno sui manoscritti del ‘600.

Il font lo deve scegliere il Designer

Ancora una volta ripetiamo tutti insieme ad alta voce: lasciamo fare le cose a chi le sa fare.
Un Graphic Designer conosce tutte quelle caratteristiche di forma, tracking, kerning, colore e molte altre che definiscono un font bello da un font indecente. Dall’onnipresente Helvetica all’immortale Futura fino al deciso Gotham, ogni designer ha i suoi font del cuore, ma sa esattamente il progetto di cosa ha bisogno.

Deb

Graphic Designer

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Category: Graphic design

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